Consorzio Industriale Provinciale Oristanese

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Impianto di Trattamento R.S.U.

IMPIANTO OPERATIVO, FUNZIONANTI IL PRIMO E IL SECONDO LOTTO

L’Impianto di selezione, trattamento e valorizzazione dei rifiuti solidi urbani del Consorzio Industriale Provinciale Oristanese è operativo. Un progetto ambizioso, costato 22milioni di euro, grazie al quale tutti i comuni della provincia di Oristano possono finalmente smaltire i rifiuti risparmiando le spese di trasporto che in precedenza erano costretti a sostenere per il conferimento in altri siti fuori dalla provincia.

 

La struttura, situata a Masangionis, nelle campagne di Arborea, si sviluppa su un’area di circa 15 ettari ed è composta da tre lotti, di cui due funzionanti dal 2 gennaio 2012, giorno da cui l'impianto è in funzione: il primo per il trattamento del rifiuto indifferenziato “secco non riciclabile” e il secondo per quello “dell’umido organico” che dopo la lavorazione viene trasformato in compost di qualità per l’agricoltura.

La valorizzazione di materiali riciclabili come vetro, metalli, alluminio, plastiche, carta, cartone e ingombranti sarà effettuata nel terzo lotto che sarà operativo entro il prossimo giugno 2015.   

 

L’Impianto, a servizio dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) è un progetto all’avanguardia che i tecnici del Consorzio Industriale Provinciale Oristanese hanno realizzato secondo criteri di massima sicurezza e tutela ambientale. I capannoni in cui avvengono le operazioni di scarico e trattamento sono dotati di particolari sistemi di “captazione ed estrazione” delle arie esauste in grado di abbattere le emanazioni odorose dei rifiuti ed evitare che si propaghino all’esterno della struttura. Un’opera di alta tecnologia attivato, grazie all'impegno dell'Ente conosortile, dopo solo due anni e mezzo dall’inizio dei lavori per la sua realizzazione.

La gestione dell'impianto è stata affidata all’impresa Intercantieri Vittadello spa.

 

Il primo anno di attività sono state conferite oltre 43mila tonnellate di rifiuti (43.297,75 l'ammontare esatto), di cui 22.246,29 di secco indifferenziato e 21.051,46 tonnellate di umido organico. Nel 2013 i conferimenti totali sono risultati pari a 43.641,39 tonnellate (20.744,05 di umido e 22.897,34 di secco). 

Ad ogni tipologia di rifiuto, in base alla sua composizione e al processo di provenienza, viene assegnato un codice identificativo di sei cifre. Si tratta del codice Cer (Codice europeo dei rifiuti), in vigore dal 1° gennaio 2002, che ha sostituito quello italiano.

 

Ecco l’elenco dei rifiuti e i relativi codici Cer ammessi nell’Impianto di Arborea secondo le indicazioni dell'ultima Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia del 31 gennaio 2014): rifiuti biodegradabili (Cer 200201), residui della pulizia stradale (Cer 200303), rifiuti biodegradabili di cucine e mense (Cer 200108), rifiuti dei mercati (Cer 200302), rifiuti urbani non differenziati (Cer 200301), rifiuti ingombranti (Cer 200307), vaglio (Cer 190801), rifiuti dell'eliminazione delle sabbie (Cer 190802), imballaggi di carta e cartone (Cer 150101), imballaggi di plastica (Cer 150102), imballaggi metallici (Cer 150104), imballaggi compositi (Cer 150105), imballaggi misti (Cer 150106), imballaggi di vetro (Cer 150107), carta e cartone (Cer 200101), vetro (Cer 200102), plastica (Cer 200139), metallo (Cer 200140), compost fuori specifica (Cer 190503), altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti (Cer 191212).    

 

COME RAGGIUNGERE L'IMPIANTO

Percorrendo la Strada Statale 131 svoltare al bivio per Sant’Anna e seguire le indicazioni presenti lungo la strada per arrivare alla località Masangionis, sede dell’impianto e degli uffici della Intercantieri Vittadello (concessionaria della gestione).

Ulteriori informazioni sulla raccolta dei rifiuti e sulle operazioni di conferimento si possono richiedere contattando la sede amministrativa dello stabilimento allo 0783/86372.

 

L'ATTUALE APPROCCIO AL PROBLEMA DEI RIFIUTI
Il Decreto Ronchi (D.Lgs. 22/97) e i successivi interventi legislativi in materia ambientale (D. Lgs. 152/06) hanno modificato l'impostazione dello smaltimento dei rifiuti, superando il sistema dello smaltimento in discarica ed introducendo il concetto di "Gestione Integrata dei rifiuti".

La strategia di base è conosciuta come "Strategia delle 4 R":

- Riduzione della produzione dei rifiuti all'origine;
- Recupero delle materie prime e dell'energia dai rifiuti attraverso la Raccolta Differenziata;
- Riciclaggio dei materiali utilizzabili nelle attività manifatturiere e agricole previo trattamento dei rifiuti differenziati;
- Riutilizzo dei rifiuti come materie prime in alcune lavorazioni industriali.

La normativa vigente fissa obiettivi rigorosi e vincolanti e, tra questi, la sostanziale autonomia ed autosufficienza degli ambiti territoriali nello smaltimento dei rifiuti e il divieto di utilizzare le discariche per lo smaltimento di rifiuti non trattati.

In Sardegna lo smaltimento dei rifiuti è disciplinato dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, che ha individuato il Consorzio Industriale tra gli enti attuatori prevedendo per l'Ambito Territoriale Ottimale la realizzazione di un impianto di selezione e trattamento dei rifiuti che il Consorzio è riuscito a rendere operativo all'esordio del 2012.

 

CARATTERISTICHE E FUNZIONAMENTO DELL’IMPIANTO DI TRATTAMENTO

1) IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO: è una linea dedicata alla valorizzazione dei rifiuti organici (umido) selezionati con la raccolta differenziata per la produzione di com­post di qualità utilizzabile in agricoltura come ammendante organico. La potenzialità prevista è di 15.000 t/a, incrementabile, grazie alla flessibilità delle dotazioni impianti­stiche, fino a 20.000 t/a in relazione allo sviluppo delle raccolte differenziate. I materiali in ingresso sono costituiti dai rifiuti organici provenienti da raccolta differenziata (umi­do e rifiuti mercatali) e da rifiuti vegetali (sfalci, potature). Il trattamento della sostanza organica viene effettuato mediante processo di biostabilizzazione suddiviso nelle se­guenti fasi: una fase preliminare di bio ossidazione accelerata in biocelle (box in cemen­to armato a tenuta stagna, nei quali si realizza la fermentazione accelerata del materiale umido mediante apporto controllato di aria, ottenendo una notevole accelerazione del­la degradazione delle sostanze organiche ad opera dei microrganismi, fenomeno che av­viene spontaneamente in natura, ma con tempi notevolmente più lunghi), una fase di af­finamento in platea insufflata e una fase finale di maturazione in cumuli che avviene sempre all'interno dei capannoni. Una volta completato il processo di stabilizzazione il materiale viene sottoposto a raffinazione mediante vagliatura al fine di ottenere un pro­dotto di qualità utilizzabile in agricoltura.

2) IMPIANTO DI VALORIZZAZIONE DELLE RACCOLTE MONOMATERIALE: è una linea di valorizzazione delle frazioni secche provenienti dalle raccolte differenziate operate a livello comunale per il recupero delle parti valorizzabili quali carta/cartone, vetro, pla­stiche, metalli. La potenzialità di questa linea è di 15.000 t/a (incrementabile fino a 25.000 t/a lavorando su 2 turni) ed ha lo scopo di perfezionare la qualità delle frazioni secche raccolte separatamente nei centri della Provincia di Oristano. L’Impianto è an­che in grado di operare la selezione automatica della raccolta congiunta plastica­-lattine nelle 6 frazioni omogenee da destinare al riutilizzo richieste dal Consorzio COREPLA: PET trasparente, PET azzurro, PET colorato, flaconi in PE, plastica in film da re­cupero, plastica in film da recupero energetico e scarti di vagliatura. Le operazioni di se­lezione vengono effettuate sia in apposita cabina di cernita sia in linea automatica me­diante separatore balistico, deferrizzatore e separatore a correnti indotte. Il processo prevede la rimozione dal flusso principale degli scarti e la separazione dei materiali pre­giati che si vogliono valorizzare con successivo accumulo temporaneo degli stessi nei box di stoccaggio, il loro trasferimento alla linea di pressatura per la formazione delle balle e l'avvio agli impianti dedicati. Con queste lavorazioni è possibile accedere alle mi­gliori condizioni economiche previste dagli accordi ANCI-CONAI per i materiali destina­ti al riciclaggio.

3) IMPIANTO DI SELEZIONE E TRATTAMENTO RIFIUTO SECCO E INDIFFERENZIATO: è una linea per la separazione e il trattamento del rifiuto restante dopo le raccolte dif­ferenziate (rifiuto indifferenziato secco e/o rifiuto non differenziato). Il materiale in uscita dalla linea di trattamento è costituito da due flussi: uno ad elevato potere combu­stibile (CDR), da destinare a valorizzazione energetica in altro impianto di termovalo­rizzazione ed un altro con elevato contenuto organico che viene biostabilizzato all'interno dell'Impianto e può essere riutilizzato per ripristini ambientali (compost "grigio"). La potenzialità di trattamento è di 41.000 t/a. Le tre linee di lavorazione sono completamente separate e situate all'interno di una se­rie di capannoni industriali. I capannoni occupano una superficie coperta complessiva di circa 14.000 mq per un'altezza massima di m 9,00 e sono distribuiti all'interno di un'area recintata che comprende: la viabilità di accesso e perimetrale, la palazzina uffici, i piazzali, le tettoie di stoccaggio temporaneo del compost maturo e delle balle di sov­vallo combustibile, i biofiltri, i parcheggi, le opere accessorie e le aree sistemate a verde. L'impianto necessita di un deposito per lo stoccaggio dei residui dei trattamenti che non possono essere recuperati o riciclati che hanno subito un preventivo processo di stabilizzazione tale da evitare la formazione di biogas e percolato. L'area di deposito, la cosiddetta discarica di servizio, ha una volumetria complessiva di 200 mila metri cubi ed è suffi­ciente per circa 16 anni in base all'andamento delle raccolte differenziate. L'impianto, l’area di deposito e la fascia di rispetto perimetrale occupano una superficie complessi­va di circa 15 ettari. Ad esaurimento della volumetria è prevista la piantumazione con es­senze erbacee ed arbustive autoctone per il reinserimento del sito nel contesto am­bientale locale.

 

IMPIANTI TECNOLOGICI PER LA TUTELA DELL'AMBIENTE E DELLA SALUTE DEI LAVORATORI

Il progetto dell'Impianto è tecnologicamente all'avanguardia, in quanto tiene conto delle più recenti tecnologie per il tratta­mento dei rifiuti e la salvaguardia dell'ambiente, quali la stabilizzazione in biocelle e il sistema a doppio stadio per l'abbattimento degli odori. La massima sicurezza e tutela ambientale è necessaria anche perché all'interno della struttura operano circa trenta lavoratori.

 

ODORI SOTTO CONTROLLO 

Per impedire la fuoriuscita di emanazioni odorose i capannoni vengono tenuti in leggera depressione e l'accesso alle aree di scarico al loro interno avviene mediante portoni comandati da foto­cellula ad apertura veloce.

Tutti i capannoni sono dotati di efficienti presidi ambientali, in particolare:

* impianto di captazione ed estrazione delle arie esauste collegato con un sistema di deodorizzazione a doppio stadio che prevede il preliminare lavaggio in controcor­rente dell'aria all'interno di una apposita apparecchiatura detta scrubber e l'affinamento del processo di deodorizzazione mediante biofiltri; il risultato è che all'esterno dei capannoni gli odori non sono percettibili;

* impianto di depolverazione mediante filtri a maniche dell'aria estratta; 

* impianto fognario per la raccolta delle acque nere prodotte nelle fasi di lavorazione. Queste acque vengono convogliate ad un apposito parco serbatoi di stoccaggio per­colati per essere riutilizzate nel processo di trattamento o smaltite nell'impianto di depurazione del Consorzio;

* impianti fognari per le acque meteoriche, per le acque grigie e per le acque nere;

* sistema di vasche e serbatoi costituito da: vasca di accumulo e controllo delle acque di prima pioggia, parco serbatoi stoccaggio percolati, n° 3 vasche di accumulo della ri­sorsa idrica destinata al riutilizzo;

* impianto idrico ed impianto antincendio.

Oltre ai controlli periodici prescritti dall'Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale), l'impianto è sottoposto a costanti monitoraggi da parte della società concessionaria della gestione e del Consorzio, per garantire che la soglia delle unità odorimetriche sia nella norma, - quindi entro le 300 unità - come previsto dalle autorizzazioni all'esercizio dell'impianto.

Gli esiti di tutte le verifiche effettuate nel primo anno di esercizio dello stabilimento hanno confermato la conformità ai valori di legge, mantenendosi ben al di sotto della soglia consentita: le emissioni dai bio filtri dell'impianto infatti sono risultate contenute in circa 100 unità odorimetriche, cioè pari ad un terzo della soglia prevista.       

L'obiettivo del Consorzio e della società Vittadello è quello di minimizzare eventuali disagi causati dall'impianto. In quest'ottica, si impegnano ad adottare tutte le misure e gli accorgimenti necessari per migliorare il funzionamento della struttura.       

 

UN IMPIANTO ACCESSIBILE A TUTTI I CITTADINI E ALLE SCUOLE

La struttura rappresenta un esempio per l'educazione ambientale in rapporto all'utilità e ai benefici delle raccolte differenziate e si configura come un punto di riferi­mento educativo per il sistema scolastico. A questo proposito, infatti, lo stabilimento ha aperto le porte agli istituti scolastici ed è idoneo ad accogliere le scolaresche per visite guidate e approfondimenti in materia di tutela ambientale e raccolta dei rifiuti.

Oltre alle scuole, ogni cittadino può visitare l'impianto per constatare la sua efficienza e conoscere più da vicino il suo funzionamento.